venerdì 22 aprile 2022

Voci dal Purgatorio

 

Voci dal Purgatorio nasce dalla collaborazione tra la Casa Circondariale ed il Centro di Ricerca e Produzione Teatrale "laLut", che da anni organizza all'interno dell'Istituto senese un laboratorio teatrale e musicale. Il video-documentario è stato girato all'interno degli spazi dedicati alle attività trattamentali del Carcere di Siena dal videomaker Sergio Licatalosi che, insieme al coordinatore e conduttore del laboratorio, Ugogiulio Lurini, hanno accompagnato alcuni detenuti nel racconto introspettivo del proprio "Purgatorio".

Il video è stato realizzato grazie ai fondi del progetto "Atlantide. Teatri sommersi" della Fondazione MPS ed al contributo della Regione Toscana per il teatro in carcere. 

Il Resp. Area Trattamentale




 

martedì 15 marzo 2022

Santo Spirito, per i detenuti una nuova possibilità: successo per il progetto “Inside”

“Ho deciso di fare questa cosa e più passava il tempo più mi sembrava di aver trovato una nuova passione”, ed ancora “ho trovato una nuova strada ed ho ritrovato me stesso, un traguardo che credevo di non poter mai più raggiungere”.

Dicono questo i detenuti, qualcuno ha la voce spezzata dalle lacrime,  della casa circondariale di Santo Spirito. Hanno infatti appena ottenuto le certificazioni per aver superato gli esami del progetto Inside, che è partito nel luglio del 2020, con l’iter burocratico,  e si è definitivamente concluso oggi.

I partecipanti al corso hanno ottenuto il riconoscimento di competenza per la manutenzione di impianti termoidraulici e la realizzazione di lavori edili. Ovviamente però c’è molto di più oltre ad un semplice foglio di carta: c’è la possibilità di avere una seconda opportunità dalla vita, stavolta con gli strumenti migliori per  reinserirsi nella società dopo il periodo in carcere.

Per l’occasione erano presenti l’istituto Caselli (partner del progetto), gli enti sostenitori del progetto (Comune, Università Auser, Misericordia), il Prap, la ditta Simone Martini di Siena, l’azienda che ha fornito i materiali per il corso con sede a Chiusi e i rappresentanti della Regione. Hanno aperto l’iniziativa i saluti del direttore del carcere Annarita Gentile e di Pierpaolo D’Andria, provveditore per gli istituti penitenziari di Toscana e Umbria. La prima parla di un’obiettivo, quello di dare un’attestato ‘spendibile’ nel mondo del lavoro, “ottenuto grazie al contributo di tutti”, mentre il secondo invece afferma che “Inside” è “un valore aggiunto nei percorsi di formazione dentro alle case circondariali”.

Il corso, dicevamo, si è finanziato, con le risorse del bando POR FSE Toscana 2014-2020 e Toscana Formazione ha presentato il progetto. “Questa è stata un’esperienza pratica, fatta  di fatica e sudore”, così Simone Tiezzi, che è stato il responsabile del percorso formativo. “Alcuni ragazzi hanno potuto svolgere alla Simone Martini lo stage formativo, altri invece hanno portato avanti lo stage di 80 ore facendo alcuni lavori dentro a Santo Spirito”. Tra questi lavori c’è anche il rifacimento del teatro del carcere la cui sala è stata messa a nuovo dai corsisti. “Crediamo che le aziende non possano sfuggire alla responsabilità sociale verso il loro territorio e per questo non potevamo non partecipare”, ha detto Claudio Machetti, presente in rappresentanza della Simone Martini.

Il rilascio delle certificazioni è stato infine un vero e proprio regalo per Giuseppina Ballistreri, funzionario giuridico pedagogico, che ha creduto nell’iniziativa fin da subito, vedendone il lieto fine proprio nel suo ultimo giorno di lavoro dentro la casa circondariale di Siena, “ma spero che questa non sia una conclusione – ha precisato -. Come educatrice ho sempre avuto una grossa frustrazione: quella di dover vedere i detenuti senza possibilità di trovare un lavoro una volta usciti da luoghi come questo. Stavolta però, seppur per poche persone, c’è davvero la possibilità di creare qualcosa”.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi


Articolo tratto da:

https://www.sienanews.it/toscana/santo-spirito-per-i-detenuti-una-nuova-possibilita-successo-per-il-progetto-inside/

 

sabato 20 novembre 2021

Comunicare da dentro

Con piacere vi annunciamo la cerimonia di consegna del quadro “Siena. Comunicare da dentro” realizzato dai partecipanti al laboratorio di pittura presso la Casa Circondariale di Siena con la docente MonicaMinucci, lunedì 22 novembre 2021 ore 12,00, sala d‘attesa del centro Emotrasfusionale del Policlinico Universitario “Santa Maria alle Scotte” di Siena. Un progetto dell’Associazione Culturing APS e con il contributo di Fondazione ChiantiBanca .



Dettaglio opera: “Siena. Comunicare da dentro”, tela di cotone dipinta ad acrilico, 1,80 x 2,00 mt

sabato 2 ottobre 2021

“100 canti per Dante” Anche i detenuti di Santo Spirito partecipano al grande evento senese dedicato al Sommo Poeta

 

Anche i detenuti della casa circondariale di Santo Spirito parteciperanno a 100 canti per Dante, iniziative organizzata questa domenica dal comune di Siena in collaborazione con la Cooperativa stazione Utopia e l’Associazione Culter per celebrare i 700 anni della morte del Sommo poeta.

“Nello specifico, saranno irradiati in filodiffusione stralci dei canti della Divina Commedia letti dai detenuti che presteranno la loro voce per essere parte di un evento che, come noto, coinvolgerà privati cittadini di ogni fascia di età, studenti, rappresentanti delle istituzioni, enti, associazioni di volontariato-si legge in una nota-. A testimonianza dell’universalità del sommo poeta e del multiculturalismo esistente all'interno della Casa circondariale gli estratti dei canti saranno letti in diverse lingue e dialetti regionali.I detenuti che si cimenteranno nel reading collettivo hanno seguito un breve corso di formazione di preparazione alla lettura, tenuto da docenti appartenenti all'associazione Culter e sotto la guida di Ugo Giulio Lurini, responsabile del laboratorio teatrale in carcere”.

“Le iniziative culturali in genere trovano larga diffusione all'interno della Casa Circondariale-prosegue il testo-. L’impatto che esse hanno è estremamente rilevante sia sulle persone direttamente coinvolte che per la comunità nel suo complesso. L’esperienza ha dimostrato l’elevata valenza educativa di queste attività che sviluppano una nuova consapevolezza di sé, ricostruiscono l’autostima e la fiducia in se stessi e accrescono il senso di responsabilità” .

“Può un solo canto della Divina Commedia abbattere steccati e costruire ponti, avvicinare persone e mondi apparentemente separati? Sì, è possibile!” -Queste le parole di entusiasmo espresse da Sergio La Montagna, Direttore della Casa Circondariale di Siena per raccontare l’esperienza di un gruppo di detenuti che partecipano a 100 canti per Siena domenica 3 ottobre.

‘”Aderire al progetto 100 canti per Siena – prosegue La Montagna – è stata un’esperienza sorprendente che ha unito i nostri detenuti, appartenenti a diverse etnie, in un unico canto corale dove ognuno ha potuto esprimersi nella propria lingua di origine.

Ancora una volta è la forza della poesia a vincere, ad abbattere i muri e a superare ogni barriera. A guidare i nostri cantori la straordinaria sinergia tra gli organizzatori dell’evento e gli operatori del carcere che ogni giorno e a diverso titolo offrono il loro indispensabile contributo, le educatrici Giuseppina Ballistreri e Maria Iosè Massafra, l’insegnante del CPIA Michele Campanini, l’insegnante dell’Istituto Caselli Catlin Giolitti, gli attori e registi del laboratorio teatrale Ugogiulio Lurini e Sergio Licatalosi e tutto il personale della Polizia Penitenziaria. A tutti loro va il mio sentito ringraziamento per aver consentito anche ai nostri ospiti di dare voce al Sommo Poeta”.

Articolo tratto da:

https://www.sienanews.it/toscana/100-canti-per-dante-anche-i-detenuti-di-santo-spirito-partecipano-al-grande-evento-senese-dedicato-al-sommo-poeta/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=100-canti-per-dante-anche-i-detenuti-di-santo-spirito-partecipano-al-grande-evento-senese-dedicato-al-sommo-poeta

 

mercoledì 29 settembre 2021

Formazione in carcere: al via nuovo progetto a Santo Spirito

 

Il carcere di Santo Spirito ancora una volta capofila in un progetto bandito e finanziato dalla Regione e approvato dal comune di Siena.

Un progetto voluto con ostinazione da una delle due educatrici e approvato dalla direzione della casa di reclusione. A Santo spirito da sempre l’obiettivo primario è il reinserimento basta pensare ai tanti corsi portati avanti nel tempo e il progetto “ un’occasione per ripartire” è solo l’ultima fatica. Siamo arrivati a metà del percorso che sta impegnando nove detenuti, tutti giovani, ed era necessario tirare un primo e non definitivo bilancio della parte relativa alla formazione di muratori.

Così nella sala polivalente della casa circondariale oltre alle educatrici sono arrivati il garante per i detenuti, avvocato Cecilia Collini, l’orientatrice del corso, Giada Ridoni, il formatore, Francesco Scialdone e il responsabile della sede territoriale di Chiusi per Toscana formazione srl, Simone Tiezzi. Gli ospiti davanti ai detenuti hanno tracciato quanto fin qui fatto e le concrete possibilità lavorative che i nove detenuti avranno una volta scontata la pena. Ciascuno di loro ha un pregresso diverso, storie ed esperienze differenti ma oggi si ritrovano tutti insieme e formano una squadra ben affiatata che sta lavorando per riportare agli antichi splendori le pareti interne che proteggono l’orto e il giardino risistemato tempo fa dagli studenti dell’istituto agrario di Siena.

“Sono contenta per la partenza del corso _ ha detto il garante _ . Spero che ci siano altre iniziative di questo genere. Voi state facendo un lavoro che ha una valenza assoluta. Il tempo che state qui non è solo il tempo della pena”. In effetti i nove partecipanti escono dalle loro celle per sei ore al giorno e sotto lo sguardo attento del formatore e della polizia penitenziaria portano avanti un lavoro che sta dando già i primi risultati. “ Mi hanno detto che siete molto motivati” sottolinea una delle due educatrici di Santo Spirito e il gruppo annuisce all'unisono. Giuseppe, Ibu, Joussef, Antonio, Florian, Giuseppe, Adel, Montasser (all'incontro uno non era presente) si guardano in faccia e spronati dalle domande del garante e degli altri tranquillamente rispondono e alla fine si prendono in giro come accade in gruppi affiatati. Una volta terminato l’incontro tutti di nuovo al lavoro. Ciascuno di loro ha i propri attrezzi e incarichi ben definiti che non possono essere scambiati con gli altri.

Alla fine di questo percorso i partecipanti saranno supportati nella ricerca di un’occupazione. La parte idraulica partirà a breve e già ci sono numerose “domande”. Il pesante portone si chiude dietro di noi e ripensando ai partecipanti e alla loro voglia di andare avanti viene in mente quanto detto da Roosvelt: “Ogni volta ti viene chiesto se puoi fare un lavoro, rispondi: certo che posso. Poi datti da fare e scopri come farlo”.

Cecilia Marzotti


Articolo tratto da:

https://www.sienanews.it/toscana/formazione-in-carcere-al-via-nuovo-progetto-a-santo-spirito/

 

giovedì 26 agosto 2021

Il carcere e la scuola

 

Anche nell’anno 2020/2021 il connubio tra scuola e C.C. Siena è proseguito positivamente, sono stati quattro i detenuti che hanno conseguito la maturità come O.O.S. ed i risultati da loro raggiunti sono stati lodevoli. Il percorso per raggiungere tale risultato non è stato di certo semplice, tutte le figure chiamate in causa, docenti, operatori e studenti, hanno lavorato all’unisono per insegnare, garantire ed apprendere quelle nozioni a cui il corso ambiva. Certo è che studiare all’interno del carcere non è così semplice, come si potrebbe immaginare, gli alunni hanno dovuto superare quelle paure psicologiche insite in loro che limitano la loro percezione di sicurezza verso se stessi e verso gli altri, in questo caso l’aiuto di docenti preparati e disponibili li ha aiutati nell’affrontare quella che è risultato non solo un percorso scolastico, ma anche un percorso di vita per mezzo del quale costruire delle solide fondamenta per il loro futuro a rendersi altresì conto che si può comunque ricominciare qualcosa di buono per loro e per gli altri. 

Nonostante i momenti difficili personali o contestuali, soprattutto durante la pandemia, sono riusciti insieme a produrre qualcosa che ha giovato a tutti i soggetti partecipanti, dove ritengo personalmente, tutti abbiano avuto una crescita professionale. La scuola all’interno di una struttura detentiva non è solo scuola, intesa come luogo di apprendimento, ma è un mezzo per dare speranza consapevole a chi l’ha persa. Grazie per aver dato il via ad un progetto così bello.

F.G.

 

LO SPORT IN CARCERE

Lo sport riveste per la popolazione mondiale un’importanza sociale notevole, riesce ad unire popoli, può essere percepito come un mezzo di riscatto sociale per certi versi. Ogni avvenimento sportivo, in generale, produce nuova linfa vitale nello spettatore che assiste all’evento. Questa sensazione appare ancora più forte all’interno di una struttura detentiva dove ogni sport riveste un ruolo ambivalente, se da un lato si va a valutare il mero risultato sportivo dall’altro è un mezzo di socializzazione molto importante con il quale i detenuti riescono ad evadere dalla loro quotidianità. Un gesto semplice come una maglietta della propria nazionale appesa alla finestra o una bandiera ricavata da un vecchio strofinaccio fanno intendere come lo sport in carcere aiuti a non pensare al posto in cui si è e possa essere argomento di discussione così da evadere da quel parlato canonico a cui si è abituati.

Parlare di sport fa quasi dimenticare di essere dentro un carcere, trovarsi la mattina ad imbastire discussioni su chi ha giocato meglio o peggio ci fa ricordare di quando lo facevamo al bar la mattina. Lo sport è un mezzo per sognare e rivedere la libertà.

F.G.