giovedì 24 settembre 2015

Nel carcere nasce un campo sportivo realizzato con pneumatici fuori uso

Un campo da calcio realizzato con pneumatici fuori uso: è una storia a lieto fine che unisce sport sociale e tutela ambientale, quella del campo da calcio realizzato nella Casa Circondariale Santo Spirito di Siena grazie a UISP, Unione Italiana Sport Per tutti che ha l'obiettivo di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini e a Ecopneus - società senza scopo di lucro che si occupa della gestione del 70 dei Pneumatici Fuori Uso presenti in Italia. Realizzata all’interno dell’Istituto penitenziario di Siena che, attualmente, ospita circa 70 detenuti, l’area sportiva è stata costruita anche grazie ai pneumatici avviati a recupero da Ecopneus con l’intervento di Rapolano Terme, vicino Siena, lo scorso giugno. Qui, in tempi record, senza nessun costo per la pubblica amministrazione, sono state rimosse 2000 tonnellate di pneumatici fuori uso, ammassate abusivamente da oltre 20 anni, con un forte rischio per la salute dei cittadini.

Una parte di quei pneumatici fuori uso  prelevati nella collina di Rapolano, oggi, sono diventati granuli utilizzati per la pavimentazione del campo sportivo dell’Istituto Santo Spirito, uno spazio di 150 metri quadrati ricavato all’interno delle mura perimetrali del carcere in cui sono stati impiegati 2350 chili di gomma riciclata. Il progetto è stato ideato dall’Uisp, che si occuperà di gestire le attività all’interno del carcere attraverso suoi educatori: “La capillare presenza dell’Uisp su tutto il territorio nazionale ci permette di dare valore sociale allo sport anche attraverso interventi di questo tipo – dice Simone Pacciani, vicepresidente nazionale Uisp – siamo vicini alle necessità delle comunità e dei cittadini, trasmettendo un’altra idea di sport, nella quale al primo posto ci sono il rispetto della dignità e dei diritti delle persone. Il carcere è parte integrante del territorio e lo sport rappresenta uno strumento di educazione alla socialità e alle relazioni, per tutti i cittadini”.

“La realizzazione del campo da calcio in gomma riciclata per i detenuti del Santo Spirito rappresenta un concreto esempio di economia circolare, capace di generare impatti positivi a livello economico, ambientale e sociale – ha dichiarato Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus -. E’ questa la circular economy che Ecopneus vuole favorire, incentivando il recupero dei pneumatici arrivati a fine vita come materia destinata a nuovi usi. Ad oggi il 37,5 pr cento dei pneumatici fuori uso raccolti da Ecopneus in tutta Italia, vengono riciclati in materiali come granuli, polverini di gomma e acciaio. Un settore, su cui Ecopneus sta puntando con grande convinzione con un investimento in ricerca e innovazione - che dal 2011 ad oggi - ha già raggiunto i 14 milioni di euro per promuovere gli sbocchi applicativi della gomma riciclata”. Nel panorama del riciclo della gomma riciclata da PFU le pavimentazioni sportive rappresentano il 40% del settore.

Articolo sul sito web de La Nazione

domenica 24 maggio 2015

Il carcere di Santo Spirito torna a fiorire: i ragazzi dell’Agrario risistemano le aree verdi

OLTRE IL MURO e aldilà le sbarre del carcere di Santo Spirito. Qua ogni giorno si lavora per aiutare chi ha sbagliato a passare, una volta espiata la pena, l’antico fortilizio. I detenuti, che sanno di dover pagare per le loro colpe, si aprono al mondo esterno e il mondo esterno va loro incontro. Prova ne è l’innumerevole mole di contributi che arrivano nelle forme più svariate. «Tutto questo è possibile perché siamo davanti ad una piccola (e gestibile) realtà carceraria» come ebbe a dire a suo tempo un giudice di sorveglianza ed è anche fattibile grazie ad un direttore, alla polizia penitenziaria e alle capacità del personale che hanno in messo in campo le loro forze perseguendo un unico obiettivo: il reinserimento dei carcerati che non solo ricevono, ma danno anche.

Alcuni mesi fa avevamo lasciato la casa di reclusione guardando i ragazzi dell’istituto agrario e alcuni detenuti rimettere a posto le aree verdi interne a Santo Spirito. Un progetto che aveva portato (e porta) gli studenti a mettere in pratica quanto imparato nel corso delle lezioni. Allora c’era una classe e oggi quando ci siamo tornati e abbiamo trovato la 3A con i loro insegnanti. Ad onor del vero è stato fatto davvero un gran bel lavoro. Ragazzi in gamba che frequentano una scuola che darà loro un futuro (e non lo scriviamo per piaggeria, non è nostra consuetudine decantare a caso) e loro ne sono consapevoli. Tutti, infatti, da Paolo Branconi a Tommaso Rabazzi, da Eva Battaglini ad Alberto Menicori e Banjamin Voltolini si dicono soddisfatti dell’esperienza. In maniche di maglietta, tuta e qualcuno in pantaloncini corti nonostante le bizzarrie del tempo zappano, piantano, realizzano piccoli orti e spazi per piante ornamentali. Tutto avviene sotto lo sguardo compiaciuto del direttore del carcere Sergio La Montagna, del preside dell’istituto agrario Tiziano Neri e della responsabile dell’area pedagogica Sabrina Falcone.

Una collaborazione preziosa, come sottolinea lo stesso direttore della casa di reclusione che insieme alla Misericordia, alla Croce Rossa, agli «Amici delle biblioteche», alla Cappella universitaria, agli scout e al gruppo «Nasi e nasi» vengono portati avanti vari progetti. E poi come dimenticare il teatro, l’audiolibri per non vedenti e i vari doni che di volta, in volta, vengono fatti alla struttura carceraria? Primo fra tutti la Whirlpool che proprio recentemente ha regalato una lavatrice. I soldi sono pochi e le idee tante lo sanno il personale e i detenuti e così proprio questi ultimi non solo ricevono, ma si propongono anche consapevoli che il modo migliore per dire grazie è portare avanti progetti concreti. Questo è Santo Spirito: una piccola realtà carceraria dove obiettivi, progetti e idee partono da una sinergia sia interna, che esterna. Una bella esperienza che ha come obiettivo il reinserimento di quei sessanta detenuti oggi presenti nella struttura.

Articolo di Cecilia Marzotti sul sito web de La Nazione