venerdì 20 ottobre 2017

Pediatria Neonatale, inaugurate nuove opere d’arte realizzate dai detenuti della Casa Circondariale di Siena con la collaborazione della Croce Rossa Italiana



L’impegno e la sensibilità dei detenuti del carcere Santo Spirito di Siena rendono più confortevole e accogliente il reparto di Pediatria Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, diretto dal professor Giuseppe Buonocore. È il risultato del progetto della Casa Circondariale di Siena e del policlinico Santa Maria alle Scotte, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, denominato “Accoglienza colorata-dipingo la Pin”, grazie al quale sono stati donati al reparto dipinti realizzati dai detenuti sul tema della maternità e paesaggi toscani. All’inaugurazione dei quadri hanno partecipato il direttore generale dell’AOU Senese, Valtere Giovannini, che ha ringraziato la Casa Circondariale per la grande sensibilità e generosità dimostrata, l’assessore alla Salute del Comune di Siena, Anna Ferretti, il direttore della Casa Circondariale di Siena Sergio La Montagna, l’educatrice del carcere Maria Iosè Massafra e l’insegnante d’arte per i detenuti Monica Minucci. Nel marzo del 2016 il progetto “Arte in carcere” aveva già portato ad una prima donazione di 17 quadri, rappresentanti le Contrade. “Siamo molto grati ai detenuti del carcere senese – afferma il professor Buonocore – che abbelliscono notevolmente il reparto con vere opere d’arte. Questo progetto rappresenta una bella opportunità per i detenuti e permette di rendere il reparto sempre più accogliente”. “Anche l’arte può essere uno strumento di rieducazione – ha detto il dottor Sergio La Montagna – Ringrazio tutto lo staff che ha portato alla realizzazione e installazione dei quadri e, in particolare, ringrazio la Polizia Penitenziaria che svolge un ruolo delicato e ci aiuta a portare avanti queste iniziative”. “L’idea del progetto – ha concluso la dottoressa Lucia Rappuoli, assistente sociale referente del gruppo ascolto in Pediatria Neonatale – è quella di rendere sempre più ospitali questi spazi offrendo immagini piacevoli sia ai genitori, sia ai professionisti della nostra azienda. Con il nostro gruppo di ascolto abbiamo raccolto i suggerimenti delle mamme dei piccoli ricoverati, e la collaborazione con la Casa Circondariale di Siena è stata proficua e ricca di soddisfazioni reciproche”.

venerdì 22 settembre 2017

Il vicesindaco Mancuso visita l'orto dei detenuti della Casa circondariale di Santo Spirito


Da un’idea nata nell'ambito del progetto degli orti sociali e del regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni, e grazie alla proficua collaborazione dei volontari del Comitato Siena2, anche la casa circondariale di Santo Spirito ha un suo appezzamento di terra da coltivare a orto.

Nella mattina odierna, il vicesindaco con delega alla Smart City, Fulvio Mancuso, ha fatto visita ai detenuti del carcere senese nel corso della loro ormai quotidiana attività di semina e coltura di sementi e piante, svolta con il tutoraggio di alcuni esperti volontari del Comitato Siena2, in quella che, fino a poco tempo fa, era un’area verde inutilizzata.

"L’Amministrazione comunale – ha detto Mancuso – non dimentica nessuno dei suoi cittadini e vuol far sentire la sua vicinanza anche a chi sta scontando un percorso di pena. Questa azione, sviluppata all’interno della casa circondariale grazie alla sensibilità del suo direttore, è coerente con il piano programmatico e operativo di Smart City in ambito di sostenibilità ambientale ed è per questo che l'abbiamo sostenuta fin dalla sua ideazione. L’auspicio è che possa contribuire al recupero dei detenuti e alla loro crescita personale".

"Nelson Mandela – ha aggiunto il direttore del carcere, Sergio La Montagna – rievocando la significativa esperienza agricola vissuta negli anni della sua detenzione, diceva che l'orto è l'unica cosa che controlli in prigione e l'idea di essere custode di un pezzo di terra ti dà il gusto della libertà. Attraverso la cura di un orto, inoltre, i detenuti apprendono un'abilità da spendere una volta liberi. Questa iniziativa rappresenta anche uno strumento di educazione ecologica, ambientale e alimentare in grado di riconnettere i detenuti con le radici del cibo e della vita".

Articolo sul sito web Siena Free

mercoledì 6 settembre 2017

Siglato protocollo d’intesa tra il Comitato Area Verde Camollia 85 e Casa Circondariale di Siena

Detenuti impiegati nello svolgimento di attività utili alla città

In mattinata presso gli uffici del tribunale di Siena è stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Comitato Area Verde Camollia 85 (costituito da magistrati, avvocati e personale dipendente del tribunale) e la Direzione della Casa Circondariale di Siena. Il Protocollo è finalizzato all’impiego di detenuti per lo svolgimento di attività, a titolo volontario, utili alla messa a dimora e alla gestione dell’area verde annessa alla sede del polo civile del tribunale, aperta al pubblico.
L’accordo, siglato e condiviso dal presidente del tribunale, Cons. Roberto Maria Carrelli Palombi e dalla Magistratura di sorveglianza di Siena, si ispira al precetto costituzionale dell’Art. 27 che afferma la finalità rieducativa della pena. Esso rispecchia, inoltre, i dettami della legge penitenziaria che prevede il coinvolgimento, a titolo volontario e gratuito, di detenuti nell’esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività.
L’obiettivo dell’amministrazione penitenziaria è infatti quello di promuovere, anche all’esterno del carcere, il lavoro dei detenuti, rivestendo l’attività occupazionale in ogni sua forma un ruolo di assoluta centralità nel percorso riabilitativo, finalizzato al reinserimento sociale e alla acquisizione di quei valori morali e di legalità smarriti con la commissione di reati.
Lo spazio da rigenerare anche con l’ausilio di detenuti è oggetto già da tempo di specifici interventi di riqualificazione, posti in essere dai volontari del Comitato Area Verde Camollia 85, con l’obiettivo precipuo di consentire alla cittadinanza la fruizione di un bene comune di pregevole interesse storico-architettonico, naturalistico e artistico.
Il protocollo fa seguito al Patto di collaborazione stipulato nel mede si agosto tra il comune di Siena e il Comitato Area Verde Camollia 85, inquadrandosi anche nella cornice dell’Art. 18 della Costituzione, nell’ambito delle virtuose forme di collaborazione e di interazione tra istituzioni pubbliche, funzionali alla cura e alla valorizzazione del patrimonio della città di Siena sulla scia della sua tradizione di civica solidarietà.

Articolo sul sito web di RadioSienaTV

mercoledì 21 giugno 2017

Padri e figli, dentro il carcere. A Siena uno ‘spazio giallo’ dentro Santo Spirito

Uno spazio dedicato all’incontro tra padri e figli, uno spazio dentro il quale il rapporto umano riesca a scavalcare quello delle sbarre e di una pena da scontare.
Oggi, nel giorno del solstizio d’estate, quando il carcere di Santo Spirito si apre anche agli allievi dell’istituto Rinaldo Franci per la Festa della Musica, l’inaugurazione di uno spazio attrezzato per bambini, con giochi, disegni e dipinti dei detenuti, colori vivaci. Di questo ma anche dei numeri e delle iniziative che si svolgeranno nella casa circondariale di Siena, parla il direttore Sergio La Montagna.

Articolo sul sito web Siena News

sabato 17 giugno 2017

Il carcere di Siena a misura di bimbo

Spazi a misura di bambino. Inaugurati nel carcere di Santo Spirito, a Siena, i locali dedicati ai piccoli. La novità è lo “spazio giallo”, ricavato nella sala di aspetto. Rappresenta il primo punto di contatto tra l’esterno e l’interno della struttura carceraria e servirà per preparare i bambini a entrare dentro. Nella sala sono presenti alcuni giochi e dipinti realizzati dai detenuti del corso di pittura. Gli stessi che hanno ristrutturato la stanza padri-figli, destinata agli incontri. La sala era già stata adibita a questa funzione, ma gli interventi l’hanno resa ancora più accogliente. Un contributo fondamentale per i lavori è arrivato dalla sezione senese del Soroptimist. L’inaugurazione è stata celebrata con un concerto dell’istituto musicale “Rinaldo Franci”.


venerdì 9 giugno 2017

Lercio finisce dietro le sbarre: lezione ai detenuti del carcere di Santo Spirito a Siena

Lo sapevano già che prima o poi sarebbe successo. Se lo aspettavano. E per le cose che da anni scrivono sul web non poteva essere diversamente. Erano stati contattati con qualche settimana di anticipo. Alla fine, nei giorni scorsi, si sono presentati spontaneamente al carcere di Siena. Alla casa circondariale con sede in via Pispini. Potevano scegliere tra Rebibbia e Santo Spirito. L’ambiente sicuramente più familiare e accogliente ha fatto pendere la decisione verso il piccolo carcere senese. Vittorio ed Eddie alle 10:10 hanno varcato il pesante cancello automatico che delimita ciò che sta dentro da ciò che sta fuori. Hanno lasciato cellulare, portafogli e tutti gli effetti personali alla guardia all’entrata. Era la loro prima volta in un carcere.
Si potrebbe lasciare così in sospeso la descrizione della mattinata. E’ tutto vero stavolta. E nessuno potrebbe contestare alcunché. Lasciando spiazzati le centinaia di migliaia di lettori che dal 2012 seguono on line Lercio.it e lo diffondono tra i social in maniera virale. E pensando a tutte le volte (soprattutto le prime volte!) che leggendo qualche loro notizia un po’ anomala ci hanno fatto rimanere tra il basito e il divertito forse se lo meriterebbero pure! Una sorta di rivincita del lettore credulone… del lettore distratto che – non curandosi delle fonti- legge, si indigna, sorride e inoltra centinaia di notizie bufala alla settimana. Magari pensandole vere.
Allora la questione su come nascano questi fenomeni virali delle bufale on line diventa un argomento di stretta attualità. Questo è stato lo spunto della lezione sull’umorismo, la satira e le fictional news di Eddie e Vittorio tenuta nell’aula della scuola media del carcere di Santo Spirito. Vero motivo della presenza dei due “artisti” nel carcere di Siena. Davanti a una platea di circa 20 detenuti, i due si trasformano in veri e propri storici della risata. Partono dal primo troll storicamente riconosciuto, tale Benjamin Franklin, che, al tempo sedicenne, scriveva spacciandosi per una vedova cinquantenne (la signora Dogood), per poi passare al celebre scherzo del 1938 di Orson Welles e infine raccontare le vicende di giornali di satira più o meno recenti (Il male, cuore, etc…). La platea, fino a quel momento, attenta e incuriosita da quanto raccontato dai due, diventa divertita e partecipe, quando Eddie e Vittorio cominciano a mostrare, attraverso delle diapositive, degli spunti tratti da quello che è attualmente il collettivo di satira più seguito in Italia. Per molti detenuti, in carcere da tanti anni e senza internet, l’impatto è devastante. La bufala che diventa arte. La bufala che non è creata per attirare clic remunerativi o per ingannare il lettore (per quello ci sono già gli organi di stampa ufficiali). La bufala per strappare un sorriso. A volte- chapeau- una vera e propria risata contagiosa.
Lercio è tutto questo e anche qualcosa di più. Quello che molti non sanno è cosa c’è dietro Lercio. O meglio, chi c’è dietro Lercio. Lercio è un gruppo di una trentina di adepti sparsi per tutto il mondo (si arriva fino alla Thailandia) che quotidianamente pubblicano notizie inventate con il solo scopo di migliorare l’umore della collettività. Una sorta di Bourbaki della satira e della risata. E se gli argomenti a volte sembrano superare (per i più composti e tradizionalisti- per usare un eufemismo) i limiti del lecito è solo perché da diversi anni quella che ci filtrano i media tradizionali è soltanto un minima parte della satira vera e propria.
Qualcuno si potrebbe però ancora chiedere cosa sia venuto a fare Lercio in un posto così poco pubblicizzato e pubblicizzante come quello di una piccola casa circondariale. Non l’hanno fatto di certo per soldi, visto che sono venuti il giorno prima a loro spese. Non l’hanno fatto per visibilità, visto le centinaia di migliaia di clic che già raccolgono quotidianamente le loro battute e, soprattutto, la scarsa eco che dà una visita nella nostra piccola struttura. E allora cosa sono venuti a fare? Ve lo spiego in due righe.
Per quanto l’ambiente sia piccolo (poco meno di 60 detenuti) e il monastero che ospita il carcere di Santo Spirito si mostri accogliente, la quotidianità di un detenuto è puntellata da ansie, delusioni, aspettative, preoccupazioni per un processo imminente, attese disattese per una scarcerazione che sembra non arrivare mai e tante altre questioni che da fuori non si possono percepire in un tutta la loro devastante grandezza. Il momento di evasione procurato dalla visita di questi due giornalisti atipici, di questa lezione diversa per gli utenti (come ora sono chiamati i detenuti) è stato un toccasana sicuramente più efficace rispetto alle visite di diversi politici e delle loro promesse lusinghiere (e puntualmente disilluse) di indulti, amnistie, etc… Vittorio ed Eddie ci hanno mostrato oggi il lato più umano e sensibile della satira, che per sua natura, colpendo dal basso verso l’alto, non può che fare comunella con le tante piccole realtà che affollano le carceri italiane, che si trova agli antipodi di quel potere che è bersaglio da sempre della satira più feroce e che in carcere – credetemi- non vedremo mai.
Anche questo è Lercio.

Articolo su sito web Siena News

mercoledì 10 maggio 2017

Contradaioli in carcere per giocare a calcetto con i detenuti


Partite di calcetto tra i detenuti di Santo Spirito e le squadre delle contrade. E’ l’iniziativa che ha preso il via nello scorso fine settimana, nell’ottica dell’integrazione del carcere nel contesto sociale cittadino. I primi a scendere sul terreno in erba sintetica del campetto di calcetto, realizzato di recente nella casa circondariale grazie all’Uips di Siena, sono stati i contradaioli della Selva, capitanati dal presidente di società Lorenzo Lorè. Sabato prossimo 13 maggio sarà la volta del Nicchio, la contrada “di casa” vista l’ubicazione del carcere. Il calendario è fitto di appuntamenti, dato che sono già in programma le partite con la Chiocciola, la Pantera e il Leocorno.
Al capitano di tutte le rappresentanze contradaiole verrà donata dai detenuti una tela realizzata nell’ambito del laboratorio interno di pittura e raffigurante il simbolo della contrada.
L’iniziativa si colloca nel solco delle attività di tipo rieducativo e risocializzante che vengono svolte all’interno della casa circondariale. In tal senso lo sport è uno degli strumenti per il recupero delle persone detenute, attraverso la promozione delle relazioni sociali, l’affermazione del rispetto delle regole e della correttezza dei comportamenti. Tutte le partite verranno disputate con lo spirito ben descritto da Nelson Mandela “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi possono fare e soprattutto ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione”


2 dei quadri donati dai detenuti della Casa Circondariale alle Contrade di Siena

Articolo su sito web AntennaRadioEsse