martedì 13 agosto 2019

L'orto di Santo Spirito 2019

Anche quest'anno il piccolo orto della Casa Circondariale di Siena ha dato i suoi frutti.
L'esperienza e la passione di alcuni operatori della sicurezza e dell'area trattamentale hanno permesso di superare anche quest'anno le difficoltà organizzative, ambientali ed economiche permettendo ai detenuti che si occupano dell'area verde e dell'orto di sperimentare un nuovo modo di vivere la carcerazione.
Grazie alla preziosa collaborazione dei volontari degli "Orti di San Miniato", alle donazioni di diverse sementi e piantine fatte dal "Consorzio Agrario di Siena" e dal sito "Semigratis" anche quest'estate gli ospiti della Casa Circondariale hanno potuto usufruire dei prodotti nati e cresciuti nell'orto del carcere.


Al via il progetto dei lavori socialmente utili

E’ partito ieri mattina il progetto dei lavori socialmente utili per i detenuti del carcere di Siena. Un gruppo si è messo all’opera per ripulire piazza Santo Spirito dalle erbe infestanti: si tratta della prima uscita a cui seguirà un impegno per la manutenzione e il decoro delle aree verdi in tutto il centro storico.

"Da oggi entra nel vivo la convenzione tra l’amministrazione e il Ministero di Giustizia che prevede di poter impegnare le persone in stato di detenzione nella casa circondariale di Siena per svolgere attività lavorative extramurarie per la protezione ambientale e per il recupero del decoro di aree verdi e spazi pubblici, nonché attività inerenti la raccolta dei rifiuti, la protezione civile, compreso il piano neve. Nei prossimi giorni, ad esempio, saranno impegnati anche nelle attività collegate alla macchina organizzativa del Palio", spiega l’assessore al Decoro, Aree Verdi e Ambiente Silvia Buzzichelli che, questa mattina, ha voluto incontrare i detenuti impegnati nella pulizia dell’area di Santo Spirito, prospicente la chiesa e la casa circondariale.

"Questo progetto ha una valenza sociale, in cui il Comune di Siena svolge un ruolo attivo e di supporto per l’attuazione delle politiche volte al reinserimento dei detenuti e, dall’altro, è utile per la collettività per realizzare piccoli interventi di manutenzione", prosegue l’assessore. Proprio per questa ragione Buzzichelli, oltre a sottolineare la collaborazione "della direzione della Casa Circondariale e del Magistrato di Sorveglianza", ricorda che "i detenuti sono stati individuati solo tra quelli per cui sussistano le condizioni per l’ammissione al lavoro all’esterno, alla semilibertà, ai permessi o licenze e che sono state compiute tutte le verifiche del caso e sono stati formati dai tecnici del Comune".

Tratto dalla rivista Ristretti Orizzonti


venerdì 5 luglio 2019

La Casa Circondariale di Siena si sposa con la Scuola

E' accaduto.
La scuola attraverso i suoi docenti è entrata nella Casa Circondariale dando, all'esame di Maturità dell'anno scolastico 2018/19 indirizzo operatori OSA, notevoli risultati. La maturità è stata raggiunta con votazioni che sono state più che soddisfacenti, essendosi attestate su una fascia medio alta, da tutti e tre i detenuti che hanno seguito il corso con grande impegno.
Molte sono state le difficoltà incontrate dai docenti, dagli operatori e dagli studenti per raggiungere questo risultato.
Difficoltà psicologiche di chi per studiare ha dovuto accantonare e poi superare le proprie paure, e difficoltà personali derivanti dalla convivenza con gli altri rendendo difficile lo studio.
Difficoltà vissute anche dagli insegnanti che hanno svolto il loro lavoro lottando ogni giorno sia con le assenze derivanti dalla continua incertezza sulla presenza degli alunni, dovute quasi sempre a cause istituzionali e non volute, sia con la scarsità di mezzi tecnologici generata dalle norme di sicurezza.
Nonostante tutto il piccolo miracolo si è verificato grazie a questo percorso: i risultati dell'esame tra poco saranno dimenticati, quello che resterà sarà l'aver tracciato una strada che ha fatto capire a dei ragazzi detenuti che tutto è possibile, portandoli a voler seguire un percorso universitario.
Con la consapevolezza che con l'impegno e il giusto aiuto si può ricominciare a costruire, vogliamo ringraziare i docenti e tutti coloro che hanno reso possibile e reale quello che all'inizio appariva solo un sogno bizzarro.
Grazie per la carica di umanità e comprensione che ci avete regalato, insegnandoci che i pregiudizi possono essere eliminati.
Grazie per averci preso per mano e averci dato la fiducia e l'appoggio anche nei momenti difficili.
Noi speriamo che in questa strada percorsa insieme, oltre che a studiare, siamo riusciti a donare parte di noi a chi ha camminato insieme a noi.
Grazie del bel connubio Scuola-C.C. Siena.

Daniele, Roberto e Matteo

venerdì 21 giugno 2019

Gli arpeggi salgono nel cielo della Casa Circondariale di Siena


Stamane gradito ospite della Casa Circondariale di Siena è l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Rinaldo Franci", nell'ottica dei festeggiamenti della "Festa della musica 2019".Dopo una breve presentazione-introduzione del nostro Direttore Dott. S. La Montagna è intervenuta la Presidente dell'Istituto "Rinaldo Franci" Dott.ssa Miralda Brugi, che ci ha sapientemente introdotto nelle loro attività musicali presentandoci due giovani artisti, Leonardo e Francesco, che alla chitarra solista ci hanno fatto ascoltare, tra l'altro, alcuni brani classici sapientemente arrangiati.
Mentre le mani veloci di Leonardo e Francesco che si alternavano sul palco, diffondevano le soavi note di pezzi di Bach o di musica spagnola, mi colpivano il cuore i volti di noi detenuti che in assoluto silenzio ascoltavamo, con la bocca aperta, quel meraviglioso alzarsi al cielo di note che ci colmavano l'anima, fino al fragoroso e caloroso applauso finale.
E' stato come se dalla Casa Circondariale di Siena si fosse alzata con la musica...una nota di speranza.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno permesso con il loro impegno questo evento, un grazie particolare va alla Presidente Miranda Brugi al Direttore Luciano Tristaino, a Leonardo e a Francesco che con la loro disponibilità e bravura hanno reso possibile questo evento quasi inatteso da tutti noi.

Roberto Vittori

Il Conservatorio Franci porta la musica nel carcere di Siena


Musica ed emozioni oltre le sbarre. La Festa della Musica del Franci fa tappa nella Casa Circondariale di Siena con uno speciale concerto dedicato ai detenuti dell’istituto di pena senese. Oggi in occasione della Festa europea della musica, evento nato in Francia per celebrare il solstizio d’estate, i giovani musicisti del Conservatorio Rinaldo Franci si sono esibiti sul palco dell’auditorium del carcere di Santo Spirito. Protagonisti della speciale performance sono stati Francesco De Luca e Leonardo Binazzi alla chitarra con un programma musicale dedicato a Johann Sebastian Bach, Joaquín Rodrigo e Mario Castelnuovo-Tedesco.


"Portare la musica tra le persone e in vari luoghi della città è una delle missioni del nostro Conservatorio - ha detto Miranda Brugi, presidente del Conservatorio Rinaldo Franci di Siena - Siamo convinti che fare musica insieme sia un ottimo esercizio di crescita umana e professionale anche per i nostri ragazzi. La musica ha un linguaggio universale, capace di superare ogni barriera e soprattutto capace di emozionare tutti. Il mio ringraziamento va al direttore e a tutto il personale della Casa Circondariale di Siena con cui in questi anni abbiamo avviato un percorso di collaborazione che contiamo di portare avanti anche per il futuro". "Sono molto lieto che per il terzo anno consecutivo gli allievi del Conservatorio Rinaldo Franci di Siena si siano esibiti a beneficio dei detenuti per celebrare in carcere la Festa Internazionale della Musica – ha commentato Sergio La Montagna, direttore della Casa circondariale di Siena -. Ringrazio, pertanto, vivamente la presidente e il Direttore del Conservatorio per l'attenzione che anche in quest'occasione hanno voluto riservare ai detenuti della Casa circondariale: un'iniziativa che si ripete e che concorre a tener viva la sensibilità emotiva di quanti rischiano di essere inariditi dalla reclusione".

Articolo tratto da:

giovedì 13 giugno 2019

Lettera di ringraziamento al Prefetto di Siena

Un ospite della Casa Circondariale di Siena ha voluto ringraziare il Prefetto di Siena per la possibilità offerta, in occasione della Festa della Repubblica dello scorso 2 Giugno, di prendere parte ai festeggiamenti. Di seguito lo scritto inviato al Prefetto di Siena:



mercoledì 5 giugno 2019

Festa della Repubblica 2019. Anche gli ospiti della Casa Circondariale hanno partecipato alle celebrazioni



      Una rappresentanza dei detenuti della Casa Circondariale di Siena ha partecipato alle celebrazioni della Festa della Repubblica che si sono tenute domenica 2 giugno 2019 a Siena. Il graditissimo invito fatto circa un mese fa dal Prefetto di Siena è stato raccolto dalla popolazione detenuta che ha partecipato con la stesura di un testo su un articolo fondamentale della Costituzione Italiana. Una piccola rappresentanza degli stessi ha avuto poi la possibilità di esporre quanto scritto durante i festeggiamenti.

ART. 27 DELLA COSTITUZIONE 
Da oltre due anni sto conoscendo il carcere, prima sapevo della sua esistenza, ora so com'è e ci sono dentro.
Giorni fa in biblioteca con altri detenuti, due o tre, tra cui un extracomunitario.
Avevamo davanti la nostra Costituzione e abbiamo visto l’art. 27.
Lo abbiamo letto.
Silenzio.
E’ il caposaldo del nostro sistema penale, poi…un sospiro e il tunisino, con il suo italiano stentato, ha esclamato “non sono definitivo…allora sono innocente, che civiltà è questa che scrive una regola e poi fa il contrario?” Ci ha preso alla sprovvista, abbiamo cercato di rispondere senza sapere cosa dire…giustificando con la pericolosità, i tempi e altro, ma ha ragione. Quasi metà dei detenuti, infatti, non sono definitivi. Abbiamo continuato a parlare, letto tutto l’art. 27, pieno di significati…cercavamo una risposta. Un altro problema è venuto fuori, come si può parlare di umanità e di rieducazione se non si creano le condizioni di vita che permettono di mangiare, dormire e vestirsi quando si esce dal carcere?

Da detenuti siamo seguiti e rieducati fino a che si finisce di scontare la pena, e dopo? Dove è la strada  per proseguire nel riscatto? Usciti ci si trova ad affrontare una grande pianura che non ci accetta e allora…si ricade.
Con il tunisino che parla male e l’altro che con il suo dialetto stretto si capisce, forse, ancora meno è venuto fuori che l’unico modo per cui i principi dell’art. 27 diventino realtà è che la nostra società impari a conoscere il carcere accettando i detenuti come persone in cerca di riscatto da un errore più o meno grave.
E’ quindi necessario che ci sia un’area di passaggio che sia istituzionalizzata e che faccia da cuscinetto tra il carcere e la società.

R.Vittori